Possiamo far uscire l’energia dal corpo?

Durante una pratica di gruppo qualche tempo fa qualcuno mi ha rivolto una domanda mentre praticavamo il passo di Carol Tiggs per estrarre l’energia negativa dalle ovaie:  “Ma se lancio lontano da me l’energia negativa non la sto buttando addosso agli altri che mi sono vicini?”

La domanda è razionale e del tutto naturale, se si crede che stiamo lanciando energia che esce dal corpo.  C’è in realtà un forte fraintendimento in questo modo di vedere le cose e si trova  una bellissima spiegazione nel seguente passo tratto  dalla serie maschile, Tensegrità, Carlos Castaneda.

<<I praticanti di Tensegrità vengono seriamente incoraggiati, al pari dei praticanti sciamani dei tempi antichi, a ottener il massimo effetto dai movimenti così brevi grazie all’intenzione di lasciar andare una scossa di energia dei tendini ogni volta che eseguono i passi stessi. “Don Juan, non credi che ogni volta che io lascio andare questa scossa di energia  sto sprecando la mia energia dei tendini, facendola fuoriuscire dal mio corpo? ” gli chiesi una volta.”Tu non puoi far uscire l’energia dal tuo corpo”, rispose.”L’energia che stai solo apparentemente sprecando quando liberi una scossa nell’aria in realtà non viene affatto sprecata, perché non lascia mai i tuoi confini, qualunque sia la posizione di tali confini. In realtà stai fornendo una scossa di energia a quella che gli stregoni dell’antico Messico chiamavano la nostra ‘crosta’ o ‘corteccia’, Secondo questi stregoni, dal punto di vista energetico gli esseri umani sono simili a palle luminose racchiuse da una buccia piuttosto spessa, simile a quella di un arancio; alcune ce l’hanno dura e più spessa, simile alla corteccia di un vecchio albero.” Don Juan spiegò che il paragone tra un arancio e un essere umano è impreciso, perché la nostra buccia o corteccia si trova all’interno dei nostri confini, così come la buccia di un arancio è all’interno del frutto stesso, ed è composta dall’energia indurita che è stata scartata nell’arco della nostra esistenza dai nostri centri vitali a causa del logorio della vita moderna.”Colpire questa corteccia apporta qualche beneficio don Juan?” chiesi.”Molti”, disse, “soprattutto se i praticanti concentrano il loro intento in modo da centrare con i loro colpi la corteccia. Se intendono frantumare pezzi di questa energia indurita ricorrendo ai passi magici, questa stessa energia frantumata può essere assorbita dai centri vitali di energia.” >>

Dunque secondo Don Juan il corpo fisico e il corpo energetico sono sempre un unico conglomerato  all’interno della corteccia e i movimenti e la scossa di energia dei tendini non fanno ‘fuoriuscire l’energia’  ma servono solo a ridistribuirla adeguatamente.  La scossa di energia dei tendini nella serie maschile frantuma e rimuove l’energia indurita dal logorio delle abitudini quotidiane. I movimenti di tensegrità per allontanare l’energia negativa scartano l’energia che non serve e la spingono verso la corteccia.

Il fraintendimento ovviamente deriva dal pensare il mondo e il nostro corpo solo come materia. Quando diciamo ‘corpo’ intendiamo il corpo fisico, per gli sciamani il corpo umano è sempre quell’unica entità composta di corpo fisico e corpo energetico all’interno dell’uovo.

Per onestà mi sento di aggiungere che questa idea di far uscire energia dal corpo è una sorta di reminiscenza dell’ essere umano di qualcosa che  è comunque credo una possibilità, visto che seguendo i toltechi le interazioni con gli altri nella nostra storia personale ci portano a disperdere energia, che  possiamo recuperare con la ricapitolazione.

Quando Don Juan dice “Tu non puoi far uscire l’energia dal tuo corpo” si rivolge ovviamente a Castaneda e al suo grado di evoluzione. Visto che l’uomo medio o il praticante di tensegrità non ha certo un grado di sviluppo energetico maggiore di quello che poteva avere Castaneda al tempo in cui pose quella domanda, possiamo convenire in senso generale che non possiamo ‘far uscire’ energia dal corpo.  Ho visto comunque ad esempio H. Y. Lee curare le persone indirizzando con le punta delle dita energia a certe parti del loro corpo.  Per coloro che sono sufficientemente evoluti da poterlo fare è quindi possibile ‘cedere’ energia per scopi ben precisi come curare.  Ma tutto questo è ben lontano da quello che sono gli scopi e le funzioni della tensegrità volta a farci ritrovare la nostra originaria connessione al corpo energetico e all’universo.

(autrice Kilian Erthran)

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