Affilatissimo Intento

“Solleva nugoli di polvere con i piedi,” mi ordinò “sentiti enorme e massiccio.”

Provai e immediatamente ebbi un senso di imponenza. In tono scherzoso osservai che il suo potere di suggestione era incredibile e mi sentivo davvero gigantesco e feroce. Mi assicurò che il mio senso delle dimensioni non era prodotto dalla suggestione ma dallo spostamento del mio punto di unione.

Raccontò che gli uomini dell’antichità erano entrati nella leggenda perché dalla conoscenza silenziosa avevano appreso del potere che si poteva ottenere spostando il punto d’unione. In scala ridotta, gli stregoni avevano ricatturato quell’antico potere. Muovendo il punto di unione riuscivano a manipolare le sensazioni e a cambiare le coseIo stavo cambiando le cose sentendomi grosso e violento.

I sentimenti trattati così prendevano il nome di intento.

( C.C. Il potere del silenzio, la manovrabilità dell’intento – il terzo punto)

La possibilità di attivare quella forza universale che è l’intento è basata sul sentimento del mondo.   La volontà o la determinazione dell’io piccolo di per sè non sono sufficienti, in quanto nella vita quotidiana sono di solito sviluppate in una situazione di separazione dal mondo.   Il guerriero trova la sua completezza nel sentire e percepire il mondo fino a raggiungere un profondo coinvolgimento, nell’essere qui ed ora, il sentimento del mondo.  Raggiunto tale sentimento la sua volontà può divenire la volontà dell’aquila.

Nelle citazioni tratte da Una realtà separata, comincia a rivelarsi con straordinaria chiarezza l’atteggiamento che gli sciamani adottavano in ogni loro impresa intenzionale. Lo stesso Don Juan sottolineò che, per i praticanti moderni, l’aspetto più interessante del mondo era la consapevolezza nitida che avevano raggiunto in merito alla forza universale che essi definivano intento. Secondo gli antichi sciamani, il legame tra ognuno di quegli uomini e tale forza era così netto e preciso 

da consentire loro d’influenzare le cose a proprio piacimento.

Secondo Don Juan, chiunque manifestasse anche il minimo interesse per il mondo degli antichi sciamani, veniva immediatamente  attirato nel cerchio del loro intento affilatissimo. Esso, sosteneva, era una realtà incommensurabile che nessuno di noi potrebbe mai contrastare. Inoltre, aggiungeva, non c’era alcuna necessità di combatterlo, dato che era l’unica cosa che contasse. Era l’essenza del mondo di quegli antichi sciamani, il mondo a cui i praticanti moderni ambivano sopra ogni altra cosa.

 (C.C. La Ruota del Tempo, 66)

(rielaborazione di Kilian Erthran)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...