Tensegrità Bologna

I Passi Magici di Carlos Castaneda

La Luna e sei soldi

… “Lei evidentemente non crede alla massima: agisci in modo che ogni tua azione possa valere come norma universale”.
“Non l’ho mai sentita, ma è una gran baggianata”.
“Be’, l’ha detta Kant”.
“Non m’importa, è una baggianata lo stesso”.
Non ci si poteva aspettare che in un uomo simile il richiamo della coscienza avesse efficacia. Era come volere un’immagine riflesa senza lo specchio. La coscienza, direi, è nell’individuo la custode delle regole sviluppate dalla comunità per la propria conservazione. E’, nel cuore di tutti noi, il poliziotto messo lì a vigilare che non infrangiamo le leggi comunitarie.
E’ la spia insediata nella roccaforte centrale dell’io. Il desiderio dell’uomo di essere approvato dai suoi simili è tanto forte, tanto violento il suo timore della loro censura, che egli stesso ha introdotto nelle mura il proprio nemico; e questi lo tiene d’occhio, sempre attento, nell’interesse del padrone, a reprimere ogni velleità di staccarsi dal gregge. Lo costringe ad anteporre il bene della società al proprio. E’ un vincolo fortissimo che lega l’individuo al tutto. E l’uomo, ligio a interessi che si è persuaso essere maggiori del proprio, si rende schiavo del suo aguzzino. Lo colloca sul trono. Infine come un cortigiano scodinzolante sotto il bastone sovrano che gli cala sulla spalla, si inorgoglisce della sensibilità della propria coscienza. Allora non ha parole abbastanza dure per l’individuo che di questa non riconosce il dominio; da buon membro della società, si rende conto che contro un tale individuo egli è impotente.

Tratto da ‘La luna e sei soldi’ scritto da W. Somerset Maugham nel 1919, il romanzo è liberamente ispirato alla vita di Gauguin

Queste parole del 1919 sono attualissime, un’ottima spiegazione di come e cosa rende gli uomini servi o schiavi dei dettami sociali. Ognuno di noi può riconoscere le dinamiche che portano le masse odierne a non agire e a non ribellarsi nemmeno quando i diritti primari e costituzionali vengono calpestati.
In termini toltechi, nel tonal si è insediato il poliziotto o la spia che controlla che i nostri comportamenti siano esemplari rispetto alla norma universale. E’ sufficiente che qualcuno faccia credere che un certo comportamento è la norma universalmente accettata, anche quando si tratta di propaganda manipolatoria e mistificatrice, è sufficiente che la massa lo creda accettato già da tutta la comunità. Questo nega l’altra metà dell’essere umano, il nagual. Solo chi ha ancora in sè stesso un poco di nagual, o spirito o luce, è in grado di sottrarsi a questi dettami comportamentali. Solo essere connessi alla nostra essenza ci fa riconoscere che questi dettami sono una schiavitù ingiusta e inaccettabile.
Il nagual attivo dentro di noi è quello che ci permette di salvarci la vita, di seguire la via del cuore, la via della nostra realizzazione spirituale, quando invece la servitù ai dettami ‘universali’ della comunità ci sottraggono energia e vita facendoci diventare vuoti automi.

La pratica di tensegrità ci fa sperimentare direttamente la connessione con il nostro percettore interno, la nostra essenza, il nostro nagual. Gli eventi odierni dimostrano che avere il percettore integro e attivo ti salva la vita !!!

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Autore: Tensegrity Bologna

Blog del Gruppo Tensegrità Bologna condotto da Kilian Erthran, Facilitatrice di Tensegrity® Cleargreen.

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