Le Inseguitrici dell’Energia

Intervista con le Inseguitrici dell’Energia- le apprendiste di Carlos Castaneda, Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar e Carol Tiggs

pubblicato su Fractalum, N° 2, Città del Messico, Dicembre 1999

Perché terrete questo secondo seminario per le donne?

Un navigatore, o una navigatrice, ha bisogno di conoscere il proprio equipaggiamento; che tipo di informazioni questo può fornire, e come utilizzarlo. Come esseri con l’utero, abbiamo bisogno di avere una consapevolezza sobria e informata sul modo in cui l’utero guida la nostra percezione. Secondo i veggenti, c’è stato dato l’incredibile dono di una scatola percettiva, un organo di evoluzione, e nonostante questo siamo soddisfatte di come siamo. Vogliamo essere guidate, vogliamo che ci vengano date delle procedure. Come possiamo evolverci in questo stato?

Per favore potete parlare del potere dell’utero?

I veggenti del Messico antico erano interessati al risvegliare la funzione secondaria dell’utero: l’evoluzione, per la quale si intende la diretta percezione dell’energia come questa fluisce nell’universo. Così come una madre sogna il suo bambino nell’utero, i navigatori con l’utero possono usare quel potere per sognare i sogni degli stregoni.

Come risvegliamo la funzione secondaria?

La funzione secondaria dell’utero può essere risvegliata facendo ciò che Florinda Donner-Grau chiama sconfiggere il sé. Questo comincia acquisendo un sobrio e chiaro inventario della propria socializzazione, ed eliminando inutili schemi di comportamento. Per i veggenti, il nostro maggiore spreco di energia è la presentazione del sé. Questo include la nostra rappresentazione di cosa pensiamo significhi essere un uomo o una donna nell’ordine sociale.

Ultimamente, avete trattato l’argomento risvegliare la “vera donna” dentro ognuna di noi. Potreste spiegare cosa intendete con questo?

Durante il seminario di Città del Messico, abbiamo detto che è necessario scoprire cosa significa essere un uomo o una donna prima di poter divenire “esseri in sogno”. Un navigatore deve divenire completamente consapevole del modo in cui lui, o lei, sta incarnando la nostra convinzione sociale di “cosa significa essere un uomo o una donna”. Gli studenti di don Juan ci chiesero di scoprire: “Cosa pensi sia essere un uomo, ed essere una donna?”.

Abbiamo dovuto rivedere le nostre opinioni, e divenire consapevoli di inconsci accordi che abbiamo fatto, o dove abbiamo ceduto o ci siamo arresi. Spesso scopriamo che le nostre convinzioni sono arbitrarie – che in realtà non hanno proprio nulla a che fare con il genere maschio o femmina. Ad esempio, molti hanno adottato la convinzione che “le donne sono assoggettate”. E poi qualcuno davanti a noi ha commentato dinanzi al Nagual: “Ma gli uomini non sono soggetti?” Se esaminassimo dove “abbiamo ceduto” alla convenienza sociale potremmo poi accorgerci che ci siamo arresi inutilmente, che non eravamo veramente le vittime che noi stessi ritenevamo di essere.

“Nessuno sta facendo qualcosa a qualcuno”, don Juan disse a Carlos Castaneda, “meno che mai ad un guerriero”. (La Ruota del Tempo)

Se vogliamo essere “vere donne”, questo significa andare al centro del nostro essere, ed agire in base a questo. Il Nagual definiva la maggior parte di noi come figlie di papà, noi vogliamo l’approvazione del nostro babbo al punto da imitarlo in tutto, e invece di scegliere i suoi tratti migliori, ne prendiamo solo i peggiori.

Se proviamo ad essere come gli uomini, ci disse Taisha Abelar, non ci riusciamo così bene; loro costruiscono ponti verso la conoscenza con le parole, e con il loro dono di scopo inflessibile. La femmina, secondo i veggenti, costruisce un ponte con la conoscenza per mezzo delle azioni; e nel navigare, deve agire con la sua migliore possibilità: la percezione diretta dell’utero.

Potete trattare l’argomento della menopausa e della perdita dell’utero nei casi in cui sia avvenuto un intervento chirurgico? Queste circostanze cambiano qualcosa nelle possibilità che abbiamo come donne dal punto di vista degli stregoni? Come dobbiamo porci di fronte a queste due situazioni?

Durante la menopausa, l’energia precedentemente spesa nel preparare l’utero per la riproduzione è ora liberata. Invece di “inaridirsi”, la donna in menopausa viene bombardata da un nuovo flusso di energia che può essere così travolgente che, in molti casi, la donna ne ha paura. I passi magici possono dare alle donne un mordente per sostenere la propria sobrietà e vitalità durante questo cambiamento energetico molto importante.

In termini molto pratici, è un momento in cui l’essere che sta avendo questa esperienza sa che deve fare qualcosa di diverso intendendo con questo la sua salute e la sua energia per mantenere la sobrietà e per massimizzare proprio la percezione diretta che ora costituisce per lei una possibilità.

Nei casi di isterectomia: “Non ci sono né vantaggi né svantaggi per un guerriero. Ci sono solo sfide.” (La Ruota del Tempo) Un essere che ha avuto un’isterectomia ha una sfida eccellente, perché ha ancora lo stampo energetico di un utero, ma sa che non può essere soddisfatta. Per percepire l’energia direttamente, deve adottare uno scopo inflessibile –  predilezione degli uomini -, ma qualcosa di cui tutti i navigatori hanno bisogno.

In più, una isterectomia può servirci per poter finalmente vedere quello che abbiamo fatto del nostro utero. Daccordo con i veggenti, possiamo dire che tutta la turbolenza che abbiamo conservato lì, è dovuta alla stessa idea che abbiamo di noi stessi, o come copiamo nostra madre e le sue credenze, o riflette i nostri sentimenti circa un padre che non ci ha mai amate. La ricapitolazione ci dà l’opportunità di rivedere le nostre interazioni sessuali e di vedere come possiamo riscrivere diversamente questa storia.

In un seminario mi ricordo di aver sentito che le allieve di don Juan focalizzano la loro attenzione sull’evoluzione, non sulla riproduzione. Come considerate l’essere una madre se si desidera esserlo?

La cosa importante per un navigatore è di essere impeccabile, per sostenere le proprie decisioni, qualunque esse siano. Se qualcuna sceglie di essere madre, allora che sia una madre impeccabile. Che dia al bambino il suo affetto totale, senza investimenti, e senza cercare di piacere al bambino. E che si prenda cura delle sue proprie necessità, così che non sia arrabbi perché dà ogni cosa, e nessuno le dà nulla in cambio.

Dopo aver raggiunto i sette anni di celibato di cui ha parlato Taisha il desiderio e la nostalgia per il sesso opposto si affievoliscono?

I navigatori non vogliono sbarazzarsi di desideri e aspirazioni! Sarebbe meglio chiederci: – di cosa abbiamo nostalgia? E davvero del sesso opposo? O è qualcos’altro? Possiamo utilizzare la nostalgia e il desiderio come forze positive che portano ad agire in modo diverso, a sognare. Nella visione dei veggenti, ciò di cui abbiamo nostalgia, alla fine, è il corpo energetico. Riconoscere questo ci può aiutare a comportarci elegantemente nelle nostre interazioni con uomini e donne, invece di comportarci con bisogno e costrizione.

I veggenti raccomandano un momento del celibato, perché i navigatori – in particolare le donne – hanno necessità di esaminare il loro inventario. Hanno bisogno di una pausa momentanea per verificare chi sono e cosa vogliono. Quello che quasi sempre scopriamo è che siamo, come diceva il Nagual, disfatti. Siamo frammentati. Abbiamo bisogno di coesione prima di poterci mescolare energicamente con un’altra persona.

Se non abbiamo esaminato il nostro inventario, non siamo pronti per l’interscambio di energia che ha luogo in ogni relazione sessuale, comprese tutte le aspettative e le interpretazioni che includiamo nelle nostre relazioni con gli altri. Il Nagual ci disse che nelle nostre interazioni, ci aspettiamo sempre di essere corrisposti mentre i navigatori non si aspettano nulla in cambio. Essi si dirigono verso ogni interazione con un altro essere con totale disciplina e con affetto assoluto.

Taisha Abelar ci fa notare che il celibato per un guerriero non è una questione di guadagnare dei punti in più per una buona condotta, per aver accumulato la giusta quantità di “sacrificio”. Questo vuol dire, ha proseguito, non capire l’essenza della questione. “Sette anni” si riferisce ad un ciclo di tempo completo. Il ciclo reale può essere diverso per ogni donna. Dobbiamo leggerla individualmente e assumercene la responsabilità. Questo è proprio ciò che è eccitante! Se pratichiamo il silenzio interiore possiamo percepire l’infinito che ci segnala la direzione da seguire.

Per il guerriero piangere è un segno di debolezza, e di attaccamento? La ricapitolazione, il vedere e il silenzio interiore portano a dissolvere i sentimenti di vuoto o di perdita, o ci sono sentimenti che non ci lasciano mai?

Sì, i guerrieri piangono, ma non per qualcosa di banale. Un guerriero non piange per se stesso. Se la nostra tristezza viene da un pentimento correlato a qualcuno che abbiamo conosciuto in passato, possiamo prendere l’affetto che proviamo per quella persona ed esprimerlo a qualcuno che abbiamo di fronte a noi ora. Ora possiamo fare le cose che non avevamo potuto fare con quella persona in passato. Paghiamo nel momento presente i nostri conti passati.

Don Juan disse Carlos Castaneda: “L’unico modo in cui un guerriero-viaggiatore ha per ringraziare e dire addio è attraverso questo atto magico: guardare dal suo silenzio quello che ha amato” (Il Lato Attivo dell’Infinito). Il Nagual ci ha mostrato che un guerriero-viaggiatore esprime quell’amore per gli esseri che incontra nel presente.

Come possiamo raggiungere la sobrietà?

Diventando consapevoli della nostra equipaggiamento e divenendone responsabili. Ad esempio, possiamo diventare coscienti dei nostri cicli mestruali affinchè non ci sorprendano i nostri cambiamenti di umore, o non ci mettiamo a ridere dicendo “Oh, come sono distratta e non so perché”.

Possiamo essere più disciplinate in alcuni momenti del ciclo, quando abbiamo desiderio di strani cibi, o quando abbiamo bisogno di dormire di più. E’ una nostra responsabilità se semplicemente dormiamo di più e mangiamo bene – evitando cibo spazzatura. Sai di più al riguardo”, ha detto Florinda Donner. “Tu hai questo vantaggio aggiuntivo che ti danno i passi magici, usalo per disciplinare te stesso, invece di affrontare ripetutamente i compiti … con il < non so come >”.

Come facciamo a focalizzare l’intento per azioni come il sognare?

Semplicemente lo facciamo. L’INTENTARE giunge come un legame diretto con la forza della consapevolezza nell’universo. Quando il legame è pulito, le nostre azioni sono ugualmente pulite. Per sognare, INTENDIAMO il sognare. Intendiamo la coesione per tutta la giornata. Se possiamo essere coerenti nelle azioni quotidiane, allora il sognare arriva naturalmente.  

Come essere un guerriero impeccabile con i guerrieri che condividono il nostro stesso intento? ( Alcuni di noi confondono condividere “il cammino per un momento” e cercano di aggrapparsi a qualcuno, o assumersi il ruolo ancestrale di protettore. )

Navigare è un viaggio solitario. Nessuno porta un guerriero in braccio. Tuttavia, lavorare insieme implica essere responsabili. Se sai che non sei bravo in un determinato tipo di lavoro, se sai che se lo intraprendi non andrà bene, allora lascia che sia un’altro ad occuparsene. Ciò non significa che tu resti seduto e non fai nulla – trova un altro modo per partecipare.

Molti di noi si dichiarano indipendenti, sfortunatamente diamo le peggiori interpretazioni di ciò che significa essere “indipendente”. Facciamo lo stesso anche con tutto il resto. Il Nagual ci ha detto di prestare molta attenzione a ciò che proclamiamo essere.

Come possiamo superare l’abisso che separa uomini e donne nel modo di vedere e prendere la vita?

“L’abisso” è una interpretazione che descrive gli esseri che si lanciano insieme in una grande avventura. Se ci fosse davvero un abisso che separa gli uomini e le donne, nessuno di noi sarebbe stato concepito. I veggenti offrono l’opportunità agli uomini e alle donne di lavorare insieme al di là del dominio del corteggiamento e della riproduzione, e di creare un nuovo modo di essere.

Una volta si è parlato di contro-indicazioni per quanto riguarda la pratica di Tensegrità durante la gravidanza. È così?

Se ci riferiamo ai Passi per l’Utero, sì. Florinda Donner consiglia le donne in gravidanza di non praticare i passi magici durante la gravidanza. Questa serie è impregnata dell’intento di preparare e risvegliare le funzioni secondarie dell’utero: l’evoluzione. Questo non è uno scherzo. Molti di questi passi magici sono progettati per la pulizia degli organi sessuali dalla loro funzione riproduttiva. Non è raro per le praticanti di questi passi magici di avere le mestruazioni dopo aver praticato “la serie per l’utero” ripetutamente, e non importa che sia o no il momento del loro ciclo, l’utero si pulisce fisicamente, si lava per un nuovo scopo. La gravidanza non è il momento opportuno per sfidare le funzioni primarie dell’utero. Le mestruazioni, invece, sono considerate un momento potente per praticare “la serie per l’utero”, poiché l’utero si svuota e aumenta la sua capacità di organo percettivo, è un buon momento per nuove percezioni.

Praticare altri passi magici che forniscono energia direttamente all’utero è perfettamente accettabile durante la gravidanza. Una madre ci disse di aver praticato leggermente i passi magici del Non-Fare durante la gravidanza e sentì il suo bambino a muoversi contemporaneamente a lei.

Potreste darci consigli pratici su come comportarsi con la mamma, per non cadere nella trappola dei suoi trucchi ancestrali e smettere di combatterla ? Allo stesso tempo, come possiamo prevenire la ripetizione degli stessi schemi con i nostri bambini ?

Comportati con tua mamma e con i tuoi figli come un essere che va a morire. Supponi che potresti non rivederli mai più. Come pensi che agiresti ?

(Traduzione e rielaborazione di Kilian Erthran)

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One thought on “Le Inseguitrici dell’Energia

  1. Articolo bellissimo, che riporta a una visione del femminile limpida e ancestrale. Senza seguire il filo della tradizione psicologica, si ricollega direttamente all’ anima. Nella nostra tradizione filosofica e religiosa questi concetti mancano, ma si ritrovano nelle tradizioni spirituali piú antiche, anche in oriente: é come un filo sotterraneo che attraversa da millenni tutto il pianeta. Un filo di conoscenza, un sapere antico. Che non é mai scomparso del tutto. Che ogni tanto riaffiora. E anche se non si conoscono in specifico gli argomenti, leggendo sentiamo dentro di noi un senso di familiarità, come di una conoscenza presente in qualche parte del nostro essere . Grazie, mi é molto piaciuto.

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